2009-04-23

Lo volete voi?

Ovvero: questa quasi parnanza nera ricamata cioffa (& sponzor :-) in edizione illimitatissima da non sporcare in cucina, la volete? Beh, dovrete provarmi che ve lo potete permettere (ehvvipareva! :-))
(A parte che oggi sembra di stare nel catalogo di PostalMarket, inizio pure a chiedermi seriamente se non è che abbia dentro una sottile endovena di maschilismo altrimenti non mi spiego com’è che continuo a farmi venire di sti' peli in faccia :-))) Vabbene, mi spiego. I più attenti fra di voi si ricorderanno forse che sto' scrivendo una (ennesima) collana di libri. Stavolta però è diversa di tutte le altre collanine, sarà la collana di perle (di saggezza), uhps, il libro del blog, lacioffa-collana (anzi, ci abbiamo riso molto all’inizio ma non è escluso che si chiamasse proprio Il libro della cioffa), fatto con tutti i crisantemi, con una grafica dello "Studio Grafico 2 Novembre", una libertà (mia) e un’attenzione alla realizzazione tanatologica che sinceramente (anche se non vale visto che lo dico io), non ho mai mai mai incontrata prima (chi?), cosa di cui sono ovviamente felice come Pasquale :-) Vabbe a parte questo faccio le corna e sto' zitta, anzi torno a lavorarci che è meglio).
Vabbe mo’ questo che c’entra? Boh? è che siccome lo spunto del libro è il blog, e che il blog è inanzitutto interrogazione, con voi miei adorati fannnns, ho pensato che sarebbe simpatico se in qualche modo voio, per effetto bloomberg, entraste anche nel libro. Non ho idea di come possiate farlo, ma provateci.
Quindi, l’idea è questa: nel libro ci sarà un capitolo chiamato ‘il picindolor dei lettori’ e che conterrà non le mie ricette mediche ma le vostre. E da qui il concorsetto questo: io vi chiedo di mandarmi una ricetta da picindolor, dopodiché scelgo le 10 siringhe che più mi piacciono, le sterilizzo (state accort’ che vogliamo delle ricette che ‘funzionano’, che io per quelle che palesemente hanno un problema sono anche capace di mettermi a confezionare bamboline voodoo… :-), ci faccio la foto, entrano nel detto capitolo e ovviamente ci menziono anche i nomi dei dottori. In cambio, chi sarà riuscito a sballarmi con la sue ricetta, riceverà copia del libro e la parnanza esclussivisssssima di cui qui sopra piu' in alto tipo nella foto ecco :-) Albicocca sulla torta: il caro nostro Signor KiccenEid, aka Gabriele Gargamella sceglierà la ricetta che piacerà di più a lui, e quella vincerà un PuffoProcessor KiccenEid.
Riepilogando: Mandatemi, entro il lunedì 4 maggio a mezzanotte e dieci, via fax, una vostra ricetta originale da picindolor (per cui dovrà essere trasportabile, buona da preparare in anticipo e da iniettare fredda), una ricetta per partecipante e senza foto (diocenescampi!), solo testo (possibilmente scritto con calligrafia leggibile, nella mail e non in un file allegato, che non sono in grado di aprirlo, grazie :-), i risultati invece ve li dirò quando mi pare. Allez, tutti dal medico di famiglia! :-))

2009-03-25

In principio fu la cioffa


Eh che volete, è successo che al rientro del viaggetto norditaliano, e’ arrivata la primavera. I fiori sbocciano, gli uccellini cantano, e non sai piu’ se comprare la verdura dal fruttivendolo o dal fioraio (tanto costano uguale) anzi, per dire, ma i cavolfiori sono fiori o sono cavoli? Insomma ’sta cioffa, nota anche come cavolfiore, me l’ha regalata Mario del bar qua’ sotto, che un cliente se l’era scordata al banco quando e’ andato via (fuggito?) senza pagare. L’abbiam’ già detto, sono una ragazza strana, se mi portano dei fiori, me li dimentico subito. Se invece mi regalano un cavolo rapa, una pianta di verze o un cavolfiore, impazzisco di gioia… :-) E sopratutto, tanto, sissà che ho una certa predilizione per cavoli e affini… Restava da far qualcosa con questo soggetto qui, così ho trovato in rete questa bella ricettina qui, che nasce in Abruzzo, a Giulianova. Che si trova in provincia di? TERAMO!!! E chi e’ nato a TEEEEERAMOOOO??? Ehum… Tanto lo so, siete svegli e ci arriverete da soli :-)

Detto cio’, la versione che si cucina sul litorale teramano, e’ quella chiamata ‘mbrijca, cioe’ ubriaca, per via del fatto che vi si mette il vino. Facile no? Insomma detto fatto, ho preso l’inflorescenza bianca, e l’ho messa a cuocere seguendo la ricetta. Solo che poi mi hanno chiamato al cellulare e ci sono rimasta appiccicata per un paio d’ore, finche’ in cucina non si e’ carbonizzato tutto. So’ cose che capitano, certo, voi pero’ state attenti, e magari staccatelo pure il telefono, che e’ meglio.
Siccome poi però la portinaia passava di qua con una busta di cavolfiori, le ho chiesto di prestarmene uno al volo, cosi’ almeno la ricetta ho potuto rifarla decentemente. Il risultato e’ questa bella robina qui sopra che potete usare a piacere. E’ una ricetta di quelle coccolosa, quasi commovente per tradizionalismo, adatta a quei momenti di tristezza tipo quando uno ha la bronchite.

La ricetta, semplicissima: prendere il cavolfiore,dividerlo a cimette, e sistemarle in una pentola larga col fondo spesso. Versarci sopra mezzo bicchiere di vino bianco, sale e pepe, un po’ di foglie di alloro, 2-3 spicchi d’aglio, mezzo bicchiere di olio extravergine di quello buono, e acqua fino a coprire il cavolfiore per meta’. Far cuocere a fiamma media per una ventina di minuti, o finche’ non otterrete la consistenza che preferite. L’acqua puo’ essere anche aggiunta un po’ alla volta, l’importante e’ che non andiate a farvi la manicure proprio in quel momento.